Il Serpente Sacro

Samael Aun Weor


      

            È nelle dottrine religiose degli gnostici che si può meglio capire il vero significato del dragone (Lucifero), del serpente, del capro e di tutti quei simboli dei poteri attualmente chiamati del male.

            Gesù, il gran Kabir, non avrebbe mai consigliato ai suoi discepoli di essere saggi come il serpente se questo fosse stato un simbolo del demonio; e neppure gli Ofiti —saggi gnostici egizi della Fratellanza del Serpente— avrebbero adorato, durante le loro cerimonie, un serpente vivo quale simbolo di sapienza: la divina Sophia.

            Il serpente azteco immancabilmente appare in situazioni insolite che confondono completamente la sua configurazione organica: la coda rimpiazzata da una seconda testa, in straordinari atteggiamenti che lo sollevano dal fango della terra, servendo da base per lo sviluppo igneo.

            Continuamente il corpo della vipera nelle culture di Anawak si trova modificato da un atteggiamento inusitato che imprime un cambiamento radicale alla sua natura originale: sia la doppia testa che ricorda con molta chiarezza la sua figura in cerchio, in quella posizione gnostica di divorare la propria coda, che è la straordinaria sintesi del messaggio meraviglioso del Signore Ketzalkoatl; sia la posizione verticale ch'esprime l'idea maya e nawatl della vipera divina mentre divora l'anima e lo spirito dell'uomo; sia, infine, la fiamma sessuale mentre consuma l'ego animale, annichilendolo, riducendolo in cenere...

            Il serpente —o Logos salvatore— ispira l'uomo affinché riconosca la sua identità con il Logos e ritorni così alla propria essenza, che è quello stesso Logos.

            Le acque dell'abisso generarono un vento impetuoso: il serpente —per la somiglianza con il suo verso—; il vento innalzò le acque, che vennero a contatto con lo spirito e con la luce, e il serpente penetrò nella materia caotica e generò l'uomo, mescolanza dei tre princìpi.

            L'unico pensiero della luce superiore è quello di poter recuperare le sue particelle perdute.

            Siccome la matrice caotica vuole e conosce solo il serpente, il Logos luminoso assunse la sua forma per poter riscattare la luce fusa nelle tenebre; perciò, l'uomo perfetto discese nel seno di una vergine; e non solo soffrì conoscendo i misteri vergognosi della matrice, bensì si alzò e bevve dal calice dell'acqua viva, che chiunque voglia spogliarsi dalla condizione di schiavo e vestire l'abito celeste deve bere.

            Il serpente sacro o Logos salvatore dorme rannicchiato nel fondo dell'arca in agguato mistico, aspettando l'istante di essere svegliato...

            Chi studia fisiologia esoterica nawatl o indostana enfatizza l'idea trascendentale di un centro magnetico meraviglioso, ubicato alla base della colonna vertebrale ad una distanza intermedia tra l'orifizio anale e gli organi sessuali.

            Nel centro del chakra c'è un quadrato giallo —invisibile agli occhi della carne— ma percettibile alla chiaroveggenza o sesto senso; questo quadrato rappresenta, secondo gli Indù, l'elemento terra.

            C’è stato detto che dentro quel quadrato esiste uno yoni o utero, e che nel centro dello stesso si trova un lingam o fallo erotico intorno al quale è raggomitolato il serpente: misteriosa energia psichica chiamata Kundalini.

            I testi tantrici dell'Asia descrivono la Kundalini così: “Luminosa come il lampo, brillando nel vuoto di questo loto (o centro magnetico) come una catena di luci scintillanti”.

            La struttura esoterica di questo centro magnetico, come anche la sua insolita posizione —tra gli organi sessuali e l'ano—, danno basamenti solidi ed irrefutabili alle scuole tantriche dell'India e del Tibet.

            E' indiscutibile che solo mediante il Sahaja Maithuna (la magia sessuale) può essere risvegliato il serpente.

            E' ostensibile che quando la vipera sacra si sveglia per iniziare la sua marcia lungo il canale midollare spinale dell'organismo umano, emette un suono misterioso simile a quello di una qualsiasi serpe aizzata con un bastone.

            Indubbiamente, il serpente dei grandi misteri è l'aspetto femminile del Logos: Dio-Madre, la sposa di Shiva, Iside, Adonia, Tonantzin, Rea, Maria o, meglio, Ram-Io, Cibele, Opis, Der, Flora, Paola, Io, Akka —espressione sanscrita della Grande Madre—, la dea dei Lha, Lari o spiriti di quaggiù, l'angustiata Madre di Witzilopochtli, la Ak —la Dea Bianca dei turchi—, la Minerva calcidica dei misteri iniziatici, la Aka-Bolzub del tempio lunare di Chichén-Itzá (Yucatán), ecc., ecc.

            Ancora conserviamo un'eco perduta dei misteri antichi nella crociata o pianta a croce delle chiese più gloriose —come quella di san Paolo di Roma— (anziché delle più primitive forme a navata, simbolo della nave o arca salvatrice del diluvio universale o catastrofe di Atlantide, per mezzo della quale approdarono agli attuali continenti tutti i Noè, Ketzalkoatl, Xixuthro e Deucalione) e anche per lo stesso motivo venne chiamato “calcidico” —come luogo sacro del focolare domestico— il corridoio interno che nelle case greche separava dalle altre stanze le abitazioni consacrate agli ospiti, com'è rilevabile dai trattati di costruzione di Vitruvio, di Procopio (De Ædificationem), di Becchi (De Calcidio et Criptæ Eumachiæ), e negli altri trattati dove si fa riferimento a questa crociata, ovvero simbolica croce Tau, sui doveri che l'ospitalità imponeva tra gli uomini.

            L'inserzione del fallo verticale nell'utero forma la croce, e ciò è qualcosa che chiunque può verificare.

            Se riflettiamo molto seriamente su quest'intima relazione esistente tra la S e la croce Tau o T, giungiamo alla conclusione logica che solo mediante l'incrocio lingam-yoni (fallo-utero), con l'esclusione radicale dell'orgasmo fisiologico, si può risvegliare la Kundalini, il serpente igneo dei nostri magici poteri.

            I tempestosi fulmini di Zeus —colui che concentra le nubi che fanno tremare l'Olimpo e semina il terrore in questa povera umanità dolente— formano la croce.

            Il fuoco celeste ed il fuoco terrestre, il fohat potenziale o virtuale che compone o disgrega, genera o uccide, vivifica o disorganizza, forma la croce.

            Figlio del Sole che lo genera, servitore dell'uomo che lo libera e lo mantiene, il fuoco divino, caduto, decadente, imprigionato nella materia, determina insolite e straordinarie rivoluzioni, e dirige la propria redenzione; è Gesù sulla croce, l'immagine meravigliosa della radiazione ignea incarnata in ogni natura.

            E' l'Agnus immolato dall'aurora del gran giorno; ed è anche il vecchio dio del fuoco Weweteotl dell'antica cultura di Teotiwakan, dove viene rappresentato come un anziano carico di anni che sorregge sulla testa millenaria un enorme braciere.

            Indiscutibilmente il dio del fuoco sessuale rappresenta una delle più antiche tradizioni nei popoli maya e nawa; è la deità del centro in relazione diretta con i quattro punti cardinali della Terra, come il braciere sacro per accendere il fuoco posto al centro della dimora e del tempio azteco; pertanto, è normale vedere nei gerofanti del dio della fiamma la mistica figura della santa croce, che si trova come ornamento anche negli incensieri chiamati tlemaitl —mani di fuoco—, con i quali i sacerdoti costantemente incensavano gli dèi santi.

            Ostensibilmente, un dio antico come questo, molto simile ad Agni, il dio vedico del fuoco, può essere invocato in molti modi. Lo si chiama Xiuhtekuhtli —il signore dell'anno, oppure, signore dell'erba, o signore del turchese—, dal momento che la parola Xiwitl, con una leggera variazione di pronuncia, può avere questi tre significati e ciò è rilevabile nei diversi panteon dell'America Centrale con questo nome.

            Non può quindi meravigliarci che la divinità, rappresentata in questo modo, porti sulla testa una specie di mitra azzurra, sapientemente impreziosita da un mosaico di turchesi, caratteristica molto speciale riservata ai potenti re della grande civiltà messicana.

            Il suo nawatl o costume esoterico è la xiuhkoatl, ovvero il serpente di fuoco (la Kundalini) che si caratterizza perché porta esattamente sul naso un prezioso corno decorato con sette ineffabili stelle.

            Nella concezione nawatl e maya, la svastica sacra dei grandi misteri è stata sempre definita “croce in movimento”; è il nawi ollin nawatl, simbolo sacro del movimento cosmico.

            I due possibili sensi di rotazione della svastica rappresentano chiaramente i princìpi maschile e femminile, positivo e negativo della natura.

            Due svastiche ruotanti rispettivamente nell’una e nell’altra direzione, esattamente sovrapposte, formano indubbiamente la croce potenziata, e in questo senso rappresentano la congiunzione erotica dei due sessi.

            Secondo la leggenda azteca, è stata una coppia, un uomo e una donna, ad inventare il fuoco; cosa possibile solo con la croce in movimento.

            INRI, Igni Natura Renovatur Integra: il fuoco rinnova incessantemente la natura.

 

Samael Aun Weor

 

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